L'Espresso

Curiosità

 

N° 28 - Anno XLIV - 16 Luglio 1998

 

Do you speak grico?
L'orchestra sinfonica della Bbc.
E un mezzosoprano che canterà in una lingua perduta

Scena: un concerto durante l'International Festival of Music di Cheltenham, in Gran Bretagna. Suona l'orchestra sinfonica della Bbc, dirige il maestro Tadaaki Otaka. E' la prima mondiale di "Laments", opera lirica per mezzosoprano, piccolo coro e orchestra scritta da un giovane musicista inglese, Brian Elias.
La sorpresa arriva quando la solista Catherine Wyn-Rogers inizia a cantare: lo fa in una lingua sconosciuta, che somiglia all'italiano per il suono delle vocali, ma per molte parole riaccende l'eco degli studi di greco antico. <<Ce su, cardia cameni, clafse clafse, ce na mi'mmini mai nifta c'emera>>, dicono i primi versi dell'opera. Vuol dire: <<E tu, cuore bruciato, piangi piangi e notte e giorno non fermarti mai>>. La musica sottolinea la tristezza di quelle parole che probabilmente nessuno degli spettatori capirà: nessuno tranne Brizio Montinaro, che di quelle parole in "grico", il dialetto parlato ormai da poche centinaia di persone in soli sette paesi della provincia di Lecce, le ha trascritte e tradotte in un libro uscito quattro anni fa da Bompiani, "Canti di pianto e d'amore dall'antico Salento".
<<Da anni cercavo testi per una musica di lutto>>, racconta Brian Elias. <<Ho letto poesie bellissime, ma non essenziali ed espressive come volevo. Poi un amico che era stato in Italia mi ha portato questo libro. In questi canti funebri ci sono immagini così semplici, che parlano così chiaramente. E' stato un colpo di fortuna arrivato dopo un lungo lavoro.>>. Il musicista inglese, che è nato in India da una famiglia di origini ebraico-irachene, dice di aver sentito echi di rituali visti da bambino nei canti che Montinaro ha registrato dalla voce delle ultime prefiche, le lamentatrici professioniste che cantavano durante i funerali. Ed ha potuto così completare quel progetto di musica funebre, commissionatogli dal terzo canale radiofonico della Bbc, che sarà presentato a Cheltenham l'11 luglio e trasmesso dalla radio inglese due giorni più tardi.
<<Sono felice perché quei testi che il mio libro ha strappato all'oblio iniziano una nuova vita, e con la loro inizia una nuova vita il "grico">>, commenta Montinaro, originale figura di attore e antropologo: ha recitato con Giuliano Montaldo, Pupi Avati, Theo Anghelopulos, ma ha anche studiato e scritto sulle tradizioni della sua terra, la "Grecìa salentina", quell'isola di tradizione greca, oggi in via di estinzione. In quella zona si parla da sempre un dialetto molto simile al greco antico. Alcuni studiosi lo hanno fatto risalire a una migrazione di popolazioni greche avvenuta in epoca bizantina, altri invece all'epoca classica.
E proprio dalle immagini dell'oltretomba conservate in questi canti funebri viene una conferma per la datazione più antica: <<L'aldilà di cui si parla in questi lamenti è identico all'Ade di Omero ed Esiodo, non ha niente di moderno, ma nemmeno di bizantino>>, fa notare Montinaro.
Non è un aldilà cristiano, ma pagano, quello che viene incontro da questi versi che colpiscono tanto proprio per la loro semplicità e per la ripetitività che è una caratteristica di questi canti. Montinaro, che li aveva registrati quasi tutti diversi anni fa dalla bocca di due famose prefiche di Martano, utilizzandoli poi per un disco di musica popolare salentina, li ha pubblicati per invito di Maria Corti, curatrice della collana "Nuova Corona" della Bompiani e sempre affascinata dal grico. Gli ultimi conoscitori di questa lingua, ha scritto la studiosa, <<non sanno, quando parlano, di custodire sulle labbra un tesoro così in pericolo>>.